Un'estate al mareee-eh-eh...
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Un'estate al mareee-eh-eh...
Già, ma *perché* d'estate si va al mare? Oggi prendo spunto dal tooth del @tarta (https://mastodon.uno/@tarta/116837838197235399).
Avrete già capito quale sarà l'argomento del nostro #pippontoot #ASpassoNellaStoria dunque, se vi va, prendete un ghiacciolo o una bibita fresca, mettetevi comodi, immaginatevi la sigla di Superquark come sottofondo, ricordatevi che ogni tooth deve ricevere almeno 5 boost per non venire cancellato e andiamo a cominciare.
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> L'Italia, che in pratica è una lingua di terra che separa in due il Mar Mediterraneo, ha chiaramente avuto fin dall'antichità un rapporto molto stretto con il mare, ma millenni fa questo rapporto era di natura politica e commerciale: si viaggiava per mare per ampliare i propri territori, per gestire i rapporti con le colonie, per acquistare e vendere merci. Ma nessuno pensava di stendersi sulla sabbia, né men che meno di avventurarsi senza motivo tra le onde.
#pippontoot #ASpassoNellaStoria

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> Ancora Orazio (Quintus Horatius Flaccus; Venosa, 8 dicembre 65 a.C. – Roma, 27 novembre 8 a.C.), Ovidio (Publius Ovidius Naso; Sulmona, 20 marzo 43 a.C. – Tomi, 17 o 18 d.C.) e Seneca (Lucius Annaeus Seneca; Corduba, 4 a.C. – Roma, aprile 65), ad esempio, consideravano il mare ostile: nelle loro opere troviamo metafore di navi sballottate dalla tempesta o, nei migliori dei casi, descrizioni di flutti che separano gli esseri umani. E le cose non cambiarono per >
#pippontoot #ASpassoNellaStoria

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> molto tempo ancora. Per tutto il Medioevo il Mediterraneo rimase ciò che era sempre stato: una via di comunicazione e di commercio. E tale rimase anche in seguito, quando i confini del mondo si ampliarono, le rotte commerciali si estesero, le potenze europee iniziarono la corsa alla colonie in giro per il mondo.
Il mare e gli oceani restarono sempre elementi pieni di insidie e di pericoli, scossi da tempeste violente o soggetti a mortifere bonacce, popolati >#pippontoot #ASpassoNellaStoria

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> da misteriosi e letali mostri marini. I marinai, provati da mesi di navigazione spesso resa difficoltosa dalle insidie del meteo e dagli attacchi dei pirati, avevano la tendenza ad ammantare di mistero e ad ingigantire le creature avvistate: è stato così, ad esempio, che dugonghi e trichechi sono diventati sirene.
Ma torniamo al *nostro* mare, che se ne sta placido tra le terre (questo è, infatti, il significato di Mediterraneo: *medius* e *terra*) >
#ASpassoNellaStoria #pippontoot

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> Anche qui i mostri marini abbondavano, come ci racconta ampiamente l'Odissea, e neppure mancavano i pirati, ma per il momento torniamo a concentrarci sulle *vacanze al mare*.
Fu solo nel Seicento che, grazie alla pittura di artisti come Claude Lorrain (1600 circa - 1682), sulla spinta del Neoclassicismo, il mare iniziò ad acquistare un fascino idilliaco, calamitando l'attenzione di chi ne aveva solo sentito parlare. >#ASpassoNellaStoria #pippontoot

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> Ciò che più vi stupirà, però, probabilmente sarà sapere che noi italiani le *vacanze al mare* le... abbiamo importate dall'Inghilterra!
Ebbene sì: sebbene già i protagonisti dei romanzi di Jane Austen (1775-1817, la quale ci offre efficacissimi ritratti della cultura dell'epoca) si recassero in città di mare per ampliare le proprie conoscenze, partecipare a balli e debuttare in società, fu su *base scientifica* che si iniziò ad andare in ferie al mare.#ASpassoNellaStoria #pippontoot

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Furono i medici, infatti, che iniziarono a prescrivere bagni nell'acqua fredda del mare quale rimedio a *malinconia* e *spleen*, mali che si sarebbero potuti combattere efficacemente - a loro dire - immergendosi nelle acque fredde, salate e possibilmente agitate, così da riceverne un benefico shock.
Ma se vi state immaginando fanciulle in bikini e giovanotti con costumi che poco lasciano all'immigrazione, siete fuori strada!#ASpassoNellaStoria #pippontoot

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Viaggi, assistenza medica e soggiorni erano però molto costosi, così le vacanze al mare rimasero a esclusivo beneficio di nobili e personaggi facoltosi per molto tempo: fu solo con la nascita e lo sviluppo di Blackpool, grazie a Henry Banks, che nacquero i soggiorni al mare *popolari*. La cittadina divenne tanto celebre che persino nel corso della seconda guerra mondiale venne bombardata una sola volta, giacché Hitler pare volesse recarvisi da vincitore.
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E in Italia? Anche a casa nostra, se andiamo in vacanza al mare è grazie alla medicina. Il primo stabilimento balneare italiano fu costruito a Viareggio nel 1827. Ad esso seguirono quelli di Rimini (1843), Livorno (1846), Lido di Venezia (1857), quelli in Liguria, a Napoli e Palermo. Nel Novecento, poi, iniziarono a furoreggiare le colonie elioterapiche, tanto in montagna quanto al mare: luoghi in cui recarsi per ossigenarsi e beneficiare dei raggi solari.
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@LaVi@livellosegreto.it Dopo la bonifica della zona paludosa e malsana di Mondello ,avvenuta nel 1891, il primo Stabilimento in legno della spiaggia di Mondello fu costruito nel 1892 in concomitanza dell'Esposizione Nazionale da Pietro Pustorino il padre di Natale (il proprietario del celebre negozio per uomo ai Quattro canti).
Ma un fortunale due anni dopo distrusse la struttura che era in legno.
Pustorino non si diede per vinto e insieme al suo socio Terrasi ricostruì lo stabilimento che veniva smontato ogni Settembre e rimontato in Maggio per evitare che un altro fortunale lo potesse distruggere.
Questa struttura durò fino al 1910.
Nel 1913 fu costruito l'attuale Stabilimento in muratura.
Nella foto in alto si vede anche il vaporetto che collegava la spiaggia a Palermo.

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@LaVi@livellosegreto.it Palermo 1880, costumi da bagno per Signora

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G gustavinobevilacqua@mastodon.cisti.org shared this topic
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@panormus che audace il terzo, con quelle maniche corte!
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@LaVi@livellosegreto.it Nel 1920 si passò a questi costumi (trova l'intruso)

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@LaVi le fanciulle e le signore erano indubbiamente vestite in modo appropriato a difendere le loro fragili costituzioni dai pericoli del freddo e del sole, ma sui costumi dei giovanotti non so quanto si possa dire che lasciassero all'immaginazione:
en.wikipedia.org/wiki/File:Mem…

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@valhalla no, va be', ma questa foto è bellissima! C'è più stoffa nei cappelli che nei costumi! XD
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@LaVi e sapevo che stavo facendo bene a prendere appunti su questa cosa: Plinio il giovane, lettera in cui descrive la villa Laurentina, traduzione di non ricordo chi (uooops, se serve dovrei riuscire a recuperarlo):
“poi una sala da pranzo abbastanza bella aperta sulla spiaggia, sì che quando il vento d'Africa rigonfia il mare, essa viene dolcemente spruzzata dalle ultime già infrante onde. Tutt'intorno la sala ha delle porte o delle finestre non meno grandi delle porte, e così lungo i lati e di fronte essa sembra affacciarsi su tre mari, mentre a tergo guarda il cavedio, il portico, la corte.”
“annessa è una magnifica piscina riscaldata, dalla quale chi nuota può vedere il mare;”
“si eleva una torre [...] una sala per cenare che domina il vastissimo mare, l'amplissimo litorale e delle amenissime ville..”
“sotto [ad altro, non alla torre citata prima. nota mia] si trova una sala da pranzo, in cui non arriva del mare agitato che il fremito e il sussurro delle onde, e pur questo già languido e smorzato ”
eccetera
insomma, ai romani ricchi di età imperiale stare al mare piaceva, ma con la dovuta protezione di un edificio :)
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@valhalla ah, sì, gli antichi *nobili e ricchi* romani adoravano andare in vacanza e certo abbondavano le ville vista mare! In Italia l'area partenopea era apprezzatissima e, ancora oggi, conserva molti reperti.
Il fatto è che (come me) il mare lo ammiravano, ma da debita distanza! :DPer un approfondimento sulle vacanze dei Romani segnalo questo articolo: https://www.storicang.it/a/roma-va-in-vacanza_14797
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