Guardando con la mamma "Il vento fa il suo giro".
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@giorgiograppa è quello del tizio dei Pirenei che si trasferisce sulle Alpi con la moglie e all'inizio son tutti contenti perché yeah un altro che parla occitano che qui i giovani se ne stanno andando tutti e poi va tutto a scatafascio per tanti piccoli motivi (usanze diverse, vicino che si lamentano per la puzza delle capre o quello che erano, e via dicendo per non spoiler are)?
(È l'unico film in occitano che ho visto.)
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@oblomov
Sí, è quello. Ma il tizio non parla occitano, soltanto italiano (e francese: lui e la famiglia sono francesi). Per di più, in una conversazione con uno dei nativi, in pratica, viene a dire che l'occitano è una lingua morta dalla quale resta soltanto il ricordo (un atteggiamento molto francese, purtroppo). -
Secondo me @matz non è per nulla d'accordo su questo, dopo una settimana trascorsa all'Espaci Occitan.
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@GustavinoBevilacqua @giorgiograppa @oblomov l'occitano è vivo e vegeto e orgoglioso
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Mi diceva la ragazza della pizzeria di Sanfront dove siamo stati lo scorso settembre che lei (originaria di Ostana, più in alto nella valle Po) lo capisce ma si sente in imbarazzo a parlarlo perché lo parla male.
Le ho suggerito di allenarsi!
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@GustavinoBevilacqua @giorgiograppa @oblomov ho visto anch'io a Dronero persone che si vergognano a dire che lo usano, ma altri invece lo praticano e lo parlano in casa.
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@GustavinoBevilacqua @matz @oblomov
La vergogna per parlarlo male è il terzo colpo alle lingue minorizate. Il secondo, sono i genitori che non le parlano ai figli per aiutarli a impararli bene la lingua ufficiale (errore: un bambino può imparare quattro o sei lingue da piccolo, senza problemi né traumi). Il primo colpo inflitto loro è, in realtà, una massacre di botte: non si insegnano nelle scuole, i prof scherniscono (ovvero puniscono) i ragazzi che le parlano, le lingue vengono espulse dai mass media, è impossibile acquistare libri scritti in esse o trovarne in biblioteca...Al meno, questa era situazione nella Spagna, nella Francia e, a quanto so, nell'Italia fino a pochi anni fa. Ma resta sempre una grande parte della popolazione (e grossi partiti politici) che vorrebbe far sparire tutte queste lingue (curiosamente, sempre sono quelli che hanno storicamente parlato la lingua ufficiale). Alla fine, il problema è sempre lo stesso: se non hai uno stato propio (il ché è un fatto completamente extralinguistico), non ti considerano una lingua, cosa che porta a posizioni politiche (independentismo) che, in realtà, non sono altro che una reclamazione di rispetto linguistico e culturale (e, se ci fosse questo rispetto, rimarrebbe una opzione residuale, marginale, molto minoritaria).
(Scusate lo sfogo sociolinguistico.
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Vi lascio, senza riflessioni che sarebbero tante, "Campagna" di Gipo Farassino¹, del 1966 (gli anni del "boom"):
Youtube:
https://www.youtube.com/watch?v=x-ZRbSNw6CYInvidious:
https://inv.nadeko.net/watch?v=x-ZRbSNw6CYTesto e traduzione:
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=46258 -
@giorgiograppa
Questo è anche il grosso problema dei dialetti italiani: spariscono un po' alla volta per i motivi che dici tu.
I bambini hanno la capacità, che andrebbe incoraggiata, di apprendere più lingue e passare agevolmente da una all'altra, non c'è ragione per non insegnare la lingua locale o il dialetto.
@GustavinoBevilacqua @matz @oblomov -
@matz@gts.matteozenatti.net @GustavinoBevilacqua@mastodon.cisti.org @giorgiograppa@mastodon.la @oblomov@sociale.network Daje con le minoranze linguistiche.
La valle dove sto (non abbstanza, ma il più possibile) è Franco-Provenzale, e mescola dentro un po' di tutto (e infatti faccio una fatica bestia a capire, arrivando con Italiano e rudimenti di Piemontese e Francese). -
@bovaz @oblomov @GustavinoBevilacqua @matz
Penso di non aver mai letto niente in franco-provenzale. Ho cercato nella Wikipedia e vedo che il nome corretto sarebbe arpetan o arpitan: neache questo sapevo.Riesco a leggerlo, ma immagino che non ne capirei la versione orale.
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@giorgiograppa @bovaz @oblomov @matz
Bastano pochi km perché la lingua cambi!
Per esempio in Valle Gesso¹ il coniglio si chiama "prutu", mentre a Cuneo, a 20 km, si chiama "pərru", e nel piemontese koiné è "cünij". -
@GustavinoBevilacqua @bovaz @oblomov @matz
Questo è un altro problema delle lingue minorizzate: visto che no vengono studiate a scuola, hanno una maggiore tendenza alla dispersione, a mantenere la diversità geografica, senza uno standard che permetta la intercomprensione fra i parlanti di une e altre varietà. -
@giorgiograppa @bovaz @oblomov @matz
In ultima analisi di solito la lingua nazionale è la lingua della tribù che ha dato più botte agli altri.
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@GustavinoBevilacqua @bovaz @oblomov @matz
Storicamente, è così. -
@GustavinoBevilacqua @giorgiograppa @bovaz @oblomov @matz pensa che sto scoprendo che a Bergamo il bergamasco cambia di valle in valle, non solo come pronuncia, ma anche per alcuni termini. Si capiscono eh (io faccio più fatica
) , ma cambia. In alcune cose somiglia al milanese, in altre più al Veneto (nn so però a quale dialetto veneto...) : infatti vicino al mio paese ci sono, nei campi , in pianura, a distanza eguale , dei casotti vecchissimi. Parecchi son sopravvissuti. Confine fra Lombardia e Veneto ai tempi... della Serenissima...