Sul termine del 25 settembre si continua a leggere che la banca avrebbe "anticipato" senza motivo.
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Sul termine del 25 settembre si continua a leggere che la banca avrebbe "anticipato" senza motivo. Vale la pena leggere il testo della licenza generale 36: autorizza le operazioni "ordinarily incident and necessary to the wind down", cioè quelle necessarie a chiudere il rapporto. Non a proseguirlo.
https://ofac.treasury.gov/media/936791/download?inline=
#AutisticiInventati #BancaEtica #KeepITFree -
E le domande frequenti dell'ufficio americano lo dicono ancora più chiaro: una licenza di wind down non copre la continuazione dell'operatività ordinaria. Il 25 settembre non è la data in cui si comincia a chiudere, è quella entro cui deve essere finito tutto.
https://ofac.treasury.gov/faqs/975 -
Da qui viene la cosa meno intuitiva di tutta la vicenda. Per stabilire quali operazioni rientrano nella chiusura ordinata bisogna valutarle una per una. Ma per valutarle una per una senza rischiare di autorizzarne una sbagliata, il conto va fermato prima. La sospensione non è l'alternativa alla valutazione: è la condizione per poterla fare.
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Sulla UIF di Banca d'Italia, che qualcuno cita per dire che non c'erano obblighi. È vero, e nessuno ha sostenuto il contrario. Ma la stessa pagina spiega che la UIF diffonde agli operatori, oltre alle liste ONU e UE, anche "ulteriori liste" fra cui quella dell'Office of Foreign Assets Control. Nessun obbligo, e nessuna irrilevanza.
https://uif.bancaditalia.it/adempimenti-operatori/contrasto/ -
Stessa cosa per la sentenza europea di giugno, la C-81/24. Dice che non esistono automatismi, ed è vero. Ma dire "niente automatismi, valutate caso per caso" significa dire alla banca di misurare il proprio rischio, non di ignorarlo. E riguardava il diniego di un conto di base a una persona fisica, non la chiusura del rapporto con un'associazione designata.
https://curia.europa.eu/site/upload/docs/application/pdf/2026-06/cp260084en.pdf
#AutisticiInventati #BancaEtica #KeepITFree -
C'è poi la domanda che nessuno fa: una sentenza italiana proteggerebbe la banca? Un giudice di Pisa può ordinare di sbloccare i fondi, e la banca dovrebbe obbedire. Ma quell'ordine vincola la banca, non l'ufficio americano. Eseguirlo resterebbe, per l'OFAC, la stessa operazione di prima. Il giudice risolve il caso, non toglie l'esposizione.
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La strada che porta da qualche parte esiste, ed è poco battuta. Chi finisce nella lista può chiedere all'OFAC la revisione della propria designazione: la procedura è pubblica e sta sul loro sito. È lenta e non garantisce nulla, ma è l'unico posto dove la decisione può essere davvero smontata, invece che aggirata.
https://ofac.treasury.gov/specially-designated-nationals-list-sdn-list/filing-a-petition-for-removal-from-an-ofac-list -
@CordonBleu con questo si è capito che ti hanno mandato a fare damage control direttamente dai piani alti perché riprendi su questo social pari pari le cose che dicono loro (Banca Etica) e in particolare questa è stata la chiusa del loro webinar. Per carità, ci sta, ma almeno sarebbe corretto che tutti sapessero per conto di chi stai facendo questi approfondimenti. PS: un dettaglio non da poco è che la designation è nei confronti di un collettivo (entità poco definibile e per questo l'attacco è ancora più pericoloso), la banca ha un contratto con una associazione. PPS: poi è chiaro che se non si apre il tema di creare spazi "sicuri" sovranazionali non alla mercé dell'arbitrio dei singoli stati o autocrati il problema difficilmente si risolverà. Ma questo non salva Banca Etica (per me).
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@blicero Ti rispondo volentieri e senza polemica, perché ti seguo da tempo, qui e su altri social, e ti rispetto.
Sono socio e cliente della banca, ed estimatore dei cordon bleu: l'unica lista in cui compaio è quella dei secondi piatti. Nessuno mi manda: ci tengo, e il conflitto di interessi che dichiaro è tutto lì.
Sul merito siamo più vicini di quanto sembri. Sto con A/I, e penso che la banca qui non sia la causa del male ma una che il male lo subisce. Chi ha deciso sta a Washington.
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@CordonBleu indubitamente la fonte del male sta lì. Banca Etica non ha fatto nulla per temperarlo e questa è sicuramente una responsabilità. Poi che il silenzio intorno nel contesto più "alto" sia imbarazzante e vomitevole non vi è dubbio. Il nostro problema o è un problema generale o tutti se ne accorgeranno presto.
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@blicero La domanda che poni è quella giusta, e non ho voglia di scansarla. Ti dico però cosa risulta agli atti.
26 settembre 2025: lettera ai capigruppo di Camera e Senato, maggioranza e opposizione. 21 ottobre: seconda lettera al Governo insieme ad Amnesty, Oxfam, Libera, Arci, Legambiente, Gruppo Abele e altre. Stesso periodo: Febea, 32 istituti di 17 paesi, scrive agli europarlamentari.
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E le richieste interpretative al MEF, all'ABI e ad Assopopolari non lo dico io: sta nel comunicato di A/I del 1 settembre, quello in cui chiedono il ripristino del conto.
Valori ha chiesto per iscritto a quelle stesse istituzioni come debba comportarsi una banca. Il MEF non ha risposto. L'ABI non si pronuncia sui singoli istituti. Banca d'Italia ha detto che decide la banca.
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Sul "non ha fatto nulla" è l'unico punto in cui non ti seguo: quelle richieste sono documentate e datate, e quello che è tornato indietro è il silenzio. Lo stesso silenzio che chiami imbarazzante tu, e su quello siamo d'accordo.
Forse la domanda che porta più lontano non è cosa è stato fatto, ma cosa si può ancora fare mentre in alto non risponde nessuno.
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@CordonBleu sul non ha fatto nulla infatti ero stato buono, ha fatto solertemente infatti (anche cose che saranno oggetto di valutazione in sedi opportune e che non posso scrivere per ora, ma a tempo debito sì). Poi le tue domande restano e sono valide, ma per me non assolvono il comportamento di Banca Etica che poteva scegliere di stare veramente dalla parte di #AutisticiInventati e non solo a parole.
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@blicero @CordonBleu sarebbe stato davvero “stare dalla parte di A/I“ tenere il conto aperto, vedersi bloccare l'operatività internazionale e finire col dover chiudere la banca (e quindi far perdere il conto ad A/I, ma anche a tutte le altre associazioni che hanno il conto presso di loro)?
e dubito che veder chiudere una banca tutto sommato minore avrebbe fatto svegliare qualcosa in chi è nelle condizioni di poter risolvere questo problema: le altre banche sarebbero solo contente di veder sparire una banca rompipalle, e la politica, mah, qualcosa si sta muovendo (euro digitale e simili), ma non so con quanto impegno.
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@blicero @CordonBleu la cosa che più che altro mi perplime della situazione è la demonizzazione di qualcuno che anziché fare il 100% magari ha fatto solo il 70%, e va bene, poteva fare qualcosina in più, ma dichiararlo Il Nemico da Biasimare vuol dire perdersi un potenziale alleato che a quel punto magari smette di fare pure quel 70%
Mentre le vere cause del problema se ne stanno lontane, immuni dai boicottaggi e dalle lotte tra poveri, e non vengono risolte.