Oggi è la Giornata Mondiale del Turismo; secondo me, per par condicio si dovrebbe istituire una Giornata Mondiale Contro il Turismo.
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@GustavinoBevilacqua viaggiatori è semplicemente il nome che i turisti usano per darsi un tono
@phabrizio -
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@unknow @GustavinoBevilacqua @phabrizio
I viaggiatori sono coloro che annusano l'aria per sentire se è diversa, percorrono le strade, i vicoli, i sentieri. Respirano i luoghi e le sue particolarità, i costumi, le abitudini e osservano le persone e il loro modo di vivere. -
@esilvia Ok e all'atto pratico?
@GustavinoBevilacqua @phabrizio -
Non sono imperialisti come quelli che ritengono di avere sempre ragione perché portano i soldi ai Baluba.
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@esilvia @unknow @GustavinoBevilacqua @phabrizio e mediamente fanno gli stessi identici danni dei turisti
(ok, tranne magari i casi più estremi di vandalismo, ma quelli non li chiamerei turisti ma stronzi)
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@GustavinoBevilacqua Ok ma voi continuate a citarmi qualità morali, che va benissimo. Io ho chiesto cosa cambia all' atto pratico.
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Il viaggiatore non pretende di avere il posto auto per la stescionuegon lunga 6 metri a fianco della spiaggia, e non parla qualche dialetto ungro-finnico con tuttә perché intanto è quasi uguale alla lingua del posto quindi devono capirlo tuttә
Ah, e non va davanti all'Ariston perché si sente ancora l'odore del dopobarba di Toto Cutugno..
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@GustavinoBevilacqua @unknow @esilvia @phabrizio i miei due cent non richiesti sono che lə turista ha un sacco di necessità che il posto d'arrivo deve accomodare (alloggi, trasporti specifici, attrazioni, gentrificazione e tiktok) mentre lə viaggiator entra in un posto e lo vive senza creare del cambiamento (a parte che ne so, l'incontro o romanticherie del genere). Va da sè che il mondo d'oggi non ci permette mai di essere viaggiator3 ma solo turist3
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@capetaun da un punto di vista tecnico però non ci sono molte differenze se non in casi molto specifici (i villaggi vacanze), entrambe le categorie usano mezzi di trasporto, hanno bisogno di un posto dove dormire, posti dove lavarsi, mangiare etc etc
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@unknow @esilvia @GustavinoBevilacqua @phabrizio buffo è (per me) che questa differenza sia molto pratica, molto reale, molto fattuale
Che non lo sia per te è curioso
Come si vive la vita è "all'atto pratico" molto differente, persino se dall'esterno non ci sarebbe modo di notare la differenza (caso forse limite, ma non è quello il punto) -
Il turista viaggia per "confermare" un territorio. Il viaggiatore attraversa lo spazio per deterritorializzarsi. Il primo cataloga, colleziona luoghi, immagini e identità già date, il viaggiatore invece lascia che l'incontro con l'Altrx possa modificare i propri percorsi, i propri desideri e la propria prospettiva. Ma secondo me corrisponde abbastanza a come una persona vive la propria vita, dove spende le sue energie, il suo tempo e chi finanzia con i propri acquisti.
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@unknow
C'è una differenza fondamentale: l'atteggiamento del viaggiatore è diverso da quello del turista.
Il turista consuma, il viaggiatore impara.
Attorno al turista nasce un mercato (le cose cambiano, quelle più attrattive vengono commercializzate, altre scompaiono, la cultura di un paese diventa una merce che si compra coi soldi) mentre per il viaggiatore è meglio se tutto rimane com'è, di solito passa senza farsi notare.
Il viaggiatore inoltre di solito ha tempo, i viaggi sono una cosa lunga, il turista invece ha pochi giorni, a volte poche ore: va, consuma, scompare.
@capetaun @GustavinoBevilacqua @esilvia @phabrizio -
@esilvia
Io!
Posso portare il mio piccolo contributo a questa discussione. Non sono un turista, ma sono un viaggiatore.
Una delle differenze fondamentali è che io non consumo i viaggi come se fossero esperienze al cinema. Non faccio 10.000 viaggi all'anno in posti super esotici e di moda, ma ne faccio solo tre, molto mirati, in posti molto vicini, senza fare 18.000 ore di aereo. Tra l'altro Viaggio con uno scopo, per cercare un posto dove vivere qualche anno.
Non vado quasi mai in posti turistici affollati, ma cerco di scoprire il paese nel suo aspetto vero, quindi difficilmente darò soldi a resort, esperienze di lusso o cose costruite ad hoc per persone a cui importa poco del posto.
Piuttosto vado a visitare il museo, vado a vedere i luoghi autentici, faccio spesa aleecato locato, parlo con le persone reali, chiedo loro come stanno, cosa pensano, cerco di imparare la lingua del posto e la sua storia e tradizione.
Mai farò un viaggio di un giorno in aereo, o arriverò in un posto frettolosamente con una nave in crociera.
Il viaggiatore mangia nel bar di paese, cammina, usa mezzi pubblici, vive per un periodo nel posto visitato come farebbe una persona locale. Non è una vacanza.
Estremizzando, il turista consuma il posto. Si chiude in mega hotel dove la realtà è filtrata e la voce solo tramite la mediazione di tour operator che lo portano a consumare piccole esperienze spesso "finte" e create ad arte per raccontare una realtà che magari non esiste.
Il turista ha orari precisi, voglia di spuntare i posti da una lista, vogliamo andare in un posto per FARE COSE nel posto (divertirsi, mangiare, bere, fare festa o non fare nulla).
Il viaggiatore va nel posto per conoscere il posto. E torna a casa stanco ma felice
@unknow @GustavinoBevilacqua @phabrizio -
@ju e all'atto pratico come avviene questa cosa?
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@unknow è piuttosto ovvio ma te lo spiego lostesso: hai presente la caciara che avviene intorno al turismo?
Tutta quella roba fatta apposta per i turisti perchè i turisti vengono e portano i soldi e quindi vanno attirati e poi intorno c'è la gente che gli vende cose, gli mostra i panorami, gli spiega l'ovvio eccetera?
Ecco: il contrario.
Un turista ha bisogno per esempio che vengano costruiti villaggi turistici, ma anche (elenco alla rinfusa) alberghi, ristoranti tipici, bancarelle, guide turistiche, agenzie viaggi, voli aerei, treni dedicati, attrazioni, stand, cartelli di spiegazione, orari di visita, interpreti...insomma tutto il circo.
Un turista quindi non lascia le cose come le ha trovate: è un ingranaggio dell'industria del turismo e l'industria del turismo trasforma i posti a uso e consumo del turista.
Un viaggiatore si sposta da una parte all'altra per conto suo, mangia dove mangia la gente, dorme dove dorme la gente (o magari fuori o in una tenda se ce l'ha) e quando se ne va lascia le cose come le ha trovate.
@capetaun @GustavinoBevilacqua @esilvia @phabrizio -
@unknow
in modo ancora più pratico: vai in un bosco al puro scopo di visitare il bosco e hai bisogno dei sentieri segnati, delle piazzole con i tavolini, del parcheggio per la macchina, dei cartelli che ti dicono cosa sono gli alberi eccetera? Sei un turista.
Vai nel bosco come una qualsiasi creatura del bosco? Non sei un turista.
@capetaun @GustavinoBevilacqua @esilvia @phabrizio -
@ju @GustavinoBevilacqua @capetaun @phabrizio @esilvia @unknow c'è il serio rischio che dormire in un albergo da 6 piani abbia un'impatto minore sul territorio che non dormire in B&B o peggio affitti brevi (“dove dorme la gente”), che fa più concorrenza al diritto all'abitazione delle persone.
E la tenda magari non fa concorrenza agli affitti, ma anche quella richiede una discreta infrastruttura (e infrastruttura che occupa più spazio, dato che le tende una sopra all'altra non ci stanno). Il campeggio libero è sostenibile solo quando lo fanno pochissime persone rispetto allo spazio a disposizione, altrimenti diventa un serio problema di inquinamento / sanitario.
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@unknow @GustavinoBevilacqua @capetaun @phabrizio @esilvia @ju e se nei ristoranti usati dai locali ci sono i viaggiatori, vuol dire che i locali in pausa pranzo non trovano posto, oppure lo trovano, ma il servizio è più lento perché c'è più gente, e devono poi strafogarsi in fretta e furia per rientrare al lavoro.
E spero che i viaggiatori almeno non vadano in giro col treno delle 7 di mattina per fare l'esperienza completa della vita locale, perché altrimenti la gente in piedi sullo stesso treno avrebbe molte cose da ridire.
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@valhalla
I B&B sono parte del circo turistico.
"Pochissime persone" invece è importante: ovviamente se il punto è passare senza disturbare non puoi andare in massa o dove va la massa.
@unknow @GustavinoBevilacqua @capetaun @phabrizio @esilvia -
@ju @unknow @GustavinoBevilacqua @capetaun @phabrizio @esilvia quindi i viaggiatori sono i turisti di quando il turismo era una cosa che pochi potevano permettersi, e quindi non avevano un grande impatto per mere questioni numeriche.
mentre oggi come oggi il turismo possono permetterselo tutti, anche gli operai, e quindi è una cosa dannosa.