abbozzo qui un appunto su una cosa mi gira in testa da tempo e che forse diventerà una roba più approfondita..
-
@GustavinoBevilacqua
e mi sa che hai pure ragione! -
Se devo fare un foro che va filettato per una vite M12 non posso farlo da 11 mm, o la filettatura rimarrebbe troppo stretta, e non posso farlo neppure da 10 mm, o la vite rimarrebbe lasca: devo farlo per forza da 10,20 mm, alla faccia di quelli che dicono che i decimi di mm non servono a nulla.
Potrei donare a questi tipi dei dadi per le ruote dell'auto che abbiano il foro 0,20 mm più grande, intanto non fa differenza (poi il carrozziere a natale mi regalerà panettone e spumante).
-
@kappazeta @GustavinoBevilacqua
I miei due centesimi di riflessione: Performativo e Cosa fatta bene non sono sinonimi.
La seconda ha a che fare con uno standard, magari anche condiviso socialmente, il primo riguarda proprio la visibilità e l'accettazione altrui (e credo stia qui il problema).
Posso fare una cosa fatta bene senza necessariamente performare e posso essere performativo anche facendo una cosa fatta male.
Non credo sia tanto la proliferazione dei mezzi quanto la contrazione degli spazi di riconoscimento, di accettazione e di valorizzazione tra umani.
In questo senso la sindrome dell'impostore c'entra ma nel senso che siamo mediamente più precari anche in senso identitario.
-
@pool
sì, è vero. penso però che spesso anche produzioni che forse hanno poco o nulla da dire sono curate, nella forma, come se fossero professionali. in effetti questo potrebbe essere legato al bisogno umano di riconoscimento e accettazione, per cui si ha la pressione a fare (magari perché la messa in scena di sé sui social media non è più sufficiente?) per cui magari non avendo nulla da dire sul piano umano/creativo, la butto sulla qualità tecnica...non so, sono ragionamenti ad alta voce.
come è emerso dalle varie risposte, la questione è sentita e sfaccettata. ragionarci collettivamente su può avere senso.
@GustavinoBevilacqua -
@kappazeta hai ragione e lo dico da tempo
Sono tanti i motivi
La pubblicità e le aziende che vogliono vendere: non basta avere un hobby (chi ha un hobby oggi?), devi performare al massimo
Ecco quindi gli strumenti: scarpe che hanno solo gli atleti, bici da decine di migliaia di euro che pesano 1 grammo. Non basta che dormi o fai due passi, devi misurare il sonno e i passi. Così perdi il contatto col tuo corpo, devi affidati alla tecnica che è diventata un mito suprematista, auto fascismo di sé
1 -
@kappazeta I figli non possono crescere normalmente: devono prepararsi a un futuro in cui avrai la concorrenza dell'universo. Devono imparare mille cose, sapere 10 lingue a 3 anni, fare 20 sport. Le scuole devono competere tra loro e farsi vedere (in parte giusto, ma con degli eccessi...)
Se si gioca a calcio devono essere campioni
Perché devono competere, lavoro non si trova, perché i genitori sono frustrati, hanno lavori stressanti con paghe basse e questo viene trasmesso ai figli
La scuola
2 -
@kappazeta è diventata tecnica, misurabile
Il miglioramento è importante, ma è diventato una gabbia
Devi rispettare i tempi, riempire i tempi e sfruttare al massimo
L'otium litterarium, certo facoltà dei ricchi, non esiste più, nemmeno come ambizione. Chi ha successo nella vita è perché ha vinto la competizione con gli altri. Siamo tutti più individualisti quindi come spermatozoi solo uno su milioni riesce. Non esiste la comunità, fare le cose insieme. Arrivare tutti figuriamoci. Il migrante
3 -
@kappazeta è un competitor, ma un competitor facile da buttare giù, con delle debolezze che vanno fomentate in modo da sbaragliarli.
Solidarietà l'è morta
Insomma siamo tutti criceti nella ruota da girare per altri
Ma in quella ruota ci siamo anche messi noi, come asini del paese dei balocchi, sotto le sirene dell'essere come i leader
Benvenuti nel nuovo mondo4.
-
@kappazeta e aggiungo anche che l'economia come spinta dalla finanza ha contribuito: bisogna creare profitti per gli azionisti, quindi del destino di lavoratori ma anche lavori meno redditizi chissene. Il profitto è misurabile, altro no. Il guadagno immediato ha valore, la pianificazione di lungo periodo no. Il miglioramento di un paese solo nei prossimi 6 mesi. L'ambiente, il cambiamento climatico varranno solo quando sarà troppo tardi per rimediare
La percezione è molto alterata -
@kappazeta se pensate che c'è chi pensa che ai danni da cambiamento climatico si potrà far fronte con le assicurazioni, ci sarebbe da ridere
Sì al privato, sì a qualcosa che può dar profitto, no al pubblico, al sociale che aiuta tutti (buuu)
Peccato che il privato non salverà nessuno
Ho tanto divagato, scusate, ma credo sia tutto legato -
Come ho già detto, quante persone conoscete che piantano un albero ora per avere delle bellissime tavole senza nodi nel 2176?