Oggi ho scoperto che uno dei nuovi trend su X, Threads e Instagram sono i video falsi – creati dall'intelligenza artificiale – che mostrano le città israeliane devastate dai missili iraniani.
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Oggi ho scoperto che uno dei nuovi trend su X, Threads e Instagram sono i video falsi – creati dall'intelligenza artificiale – che mostrano le città israeliane devastate dai missili iraniani.
Non ho parole.
Ogni volta che metto il capo fuori da qui mi accorgo di quanto il fediverso sia una realtà sana.
Quelli che credono nei missili fatti con l’AI che sventrano Israele | Rolling Stone Italia
Un giro sui social dove nei video fatti con l’intelligenza artificiale Tel Aviv è rasa al suolo e gli israeliani scappano come topi. Consolazione e vendetta a colpi di fake. C’entrano la propaganda, i soldi, un bisogno psicologico
Rolling Stone Italia | (www.rollingstone.it)
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Y yaku@puntarella.party shared this topic
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@leodurruti "In passato sono stati condotti esperimenti in cui le persone hanno creduto alla veridicità di video artefatti pur essendo state preventivamente avvisate che avrebbero visto dei deepfake. La trasparenza non basta. Se vogliamo, crediamo anche in ciò che sappiamo essere falso."
Questo passaggio dice tutto.
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Questi articoli mi sono utili perché mi aiutano a capire cosa succede fuori da qui, negli altri social che non frequento e che sono frequentati dal mondo intero, però mi fanno sempre anche un po' incazzare.
Qui si parla di BBC Verify come «riferimento» per smontare i video falsi e acquisire consapevolezza, ignorando il fatto che probabilmente è una fonte accessibile a pochi. Si dice che non ce la fanno a tenere il passo, ma senza mettere minimamente in discussione il debunking in sé, quando ormai sappiamo da numerosi studi scientifici che debunking e fact-checking possono rafforzare la polarizzazione e spingere le persone a rinchiudersi ancora di più nelle camere d'eco della disinformazione. Si parla di un «bisogno psicologico» ma non si mette in croce, come si dovrebbe, chi sfrutta quel bisogno per trarne profitto.
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Chi sfrutta quel bisogno per trarne profitto sono innanzitutto le piattaforme stesse, è il modello di business sul quale si reggono il problema, non tanto le informazioni false in sé, o gli utenti creduloni. Per chi trae profitto dal coinvolgimento degli utenti e dalla massimizzazione del tempo speso online un'informazione falsa è uguale a una vera, e anzi può essere addirittura migliore se produce l'effetto desiderato. È quel modello di business che va letteralmente stroncato.
Le piattaforme di social media per come sono state concepite nella Silicon Valley andrebbero ridotte in cenere.
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G gustavinobevilacqua@mastodon.cisti.org shared this topic
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@leodurruti a me succede parzialmente con bluesky, che non è X/twitter ma ha le stesse dinamiche algoritmiche anche se meno accentuate e invasive (conta anche la scarsità di utenti in generale), ma la sensazione, rispetto a mastodon per esempio, è un generale malessere quando ci navigo.
Roba che è pure difficile da spiegare, ma su mastodon tutto è molto più rilassato e meno falso, bluesky invece si vede che "vuole portarti da qualche parte".
Non so se sono riuscito a far passare il concetto. -
@Yaku sì certo, capisco perfettamente cosa intendi. Credo sia dovuto all'abitudine che abbiamo acquisito di costruirci l'esperienza di navigazione in autonomia. Quando ci capita di tornare agli algoritmi li percepiamo come mooooolto invadenti.
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@leodurruti devo dire che sono falsi evidenti
Ho quasi riso per quanto fosse esagerato, anche se ovviamente è triste
È triste per la realtà di guerra e morte e distruzione che c'è ovunque, anche nei paesi occidentali dove i valori che c'erano una volta sono devastati come le città colpite dai missili
È triste per la gente che sente il bisogno di rivalsa, vendetta, o anche solo la speranza che colpendo il nemico questo si fermi dall'attaccare, è triste perché i morti non torneranno più in vita -
@filobus purtroppo non per tuttə un falso è evidente allo stesso modo. Se sei esposto per tanto tempo al falso ti riesce proprio difficile riconoscerlo.
Il resto è tutto molto triste, sì.