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Stamani avevo il controllo della ferraglia in bocca, solo che gli studi sono stati trasferiti all'interno della cittadella ospedaliera e quindi oltre a non arrivarci più agevolmente non ci si trova neanche un cazzo di buco dove lasciare la macchina. Per non parlare del sentiero da percorrere in mezzo a edifici abbandonati e calcinacci.
Insomma, nel trasferimento hanno fatto l'upgrade guadagnato una fantastica location antidiluviana con i corridoi rivestiti di piastrelle come cento anni fa.Dopo molteplici imprecazioni per trovare parcheggio, arrivo all'edificio ed entro. Mi accomodo nel corridoio e aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
Aspetto.
(semicit: chi la coglie è bravo). -
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Entrando, non vedo impiegati né affini, quindi mi siedo senza sapere che in realtà avrei dovuto andare due edifici più in là a fare l'accettazione.
Ma metticelo un cazzo di avviso sulla porta, no?
Apprendo di dover fare l'accettazione dopo venti minuti, perché per caso lo sento dire da una persona.
Una volta tornata, mi chiamano.
Segue confronto fra luminari, in cui il tizio sposato con la sua superiore più grande di quindici anni maltratta con sufficienza il responsabile del mio caso (solidarietà a lui).
Tale responsabile, poi, dà istruzioni alla dottoressa che mi è stata assegnata da un anno, quella che mi odia.
Io ascolto e, a fine seduta, noto che una delle cose che le era stato detto di fare non l'ha fatta, perché probabilmente si è dimenticata o non aveva voglia.Vediamo se riesco a sintetizzare nel prossimo toot.
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Insomma, apro GRANDE, lei inizia a togliere quello che va sostituito utilizzando strumenti inappropriati, poiché quelli che le servono sono ancora in autoclave.
Perciò, per cominciare, mi buca un labbro con lo strumento a uncino e poi mi fa una pulce secca (dicesi pulce secca un pizzicotto che prende pochissimo tessuto ma fa malissimo e normalmente provoca una vescichetta con sangue) allo stesso labbro con delle pinze.
Io non rimango impassibile ma le faccio capire che mi ha fatto male.
Nessuna reazione sua.
Anzi, sì: si innervosisce e sbotta dicendo che lei così non può lavorare e non è possibile che ancora non le abbiano portato gli strumenti etc etc.
Se ne va e mi lascia venti minuti ad aspettare questi attrezzi, con un fil di ferro messo a doppio che mi esce dalla bocca che sembro un pesce gatto. -
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Nel frattempo si era portata avanti mettendomi dei giri di filo metallico nuovo senza aver tolto quello vecchio e quindi, una volta ottenuti gli strumenti che voleva, è andata di tronchese a tagliare il filo vecchio.
Mi son trovata con degli spunzoni di cui uno mi si è conficcato nel solito labbro, e lei ha continuato come se niente fosse, tirandomi il labbro e "sbrecandomelo" come se non avesse avuto questo filo di ferro conficcato. Ho fatto il gesto con la mano per togliermelo dal labbro, ma senza successo.
Alla fine mi si è strappato il labbro e lei non ha più potuto ignorare la cosa perché sanguinavo.
"Vabbè, fai uno sciacquo".Capisco che siete stati sbattuti in un posto peggio del precedente (che già faceva cacare), e che adesso c'è caos e disorganizzazione, però se hai le palle girate non è che mi devi torturare.
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Ma cos'era, un remake dei film della serie Hostel?