[blog] Quando mi capita di ascoltare o di leggere frasi come «allora ci sentiamo settimana prossima» o «settimana prossima esce un film imperdibile» mi piglia un'uggia nervosa sottopelle che quasi ogni volta mi fa venire in mente l'immagine della mia m...
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@GustavinoBevilacqua @d10c4n3 @giorgiograppa @leodurruti @strelnik
ə guagliunə so' piezz' 'e core.
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probabilmente in Campania è la vocale più usata di tutte ma non ci si pensa perché è resa nello scritto non con ə ma con un apostrofo.
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@d10c4n3 @strelnik @guerrillastickers @idiran @leodurruti l'Accademia della Crusca è una istituzione pseudo-fascista non ce l'ho scordiamo! Non sono linguisti ma filologi che difendono la purezza della lingua contro l'uso fatto dai suoi parlanti.
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@zeppe @d10c4n3 @GustavinoBevilacqua @leodurruti @strelnik
Ho fatto una prova con l'app @Voice di Google. A quanto so, è abbastanza popolare fra i non vedenti su Android. Non pronuncia la schwa: tronca le parole sulla penultima lettera. Ho ascoltato a occhi chiusi un testo con non troppe schwa e il risultato è, quanto meno, strano (mi sembrava di non ascoltare italiano, ma una indeterminata lingua romanze); cioè, dovevo fare uno sforzo aggiuntivo per immaginare cosa volevano dire quelle parte del testo (non troppo diverso dallo sforzo per leggere un manoscritto con una pessima calligrafia). Hai detto che la "u" ti sembra innaturale: è una delle sensazioni che ho sperimentato, innaturalità.Quel troncamento, per i non vedenti che mi hanno parlato su questo argomento, risulta molto ingombrante e fastidioso: lo percepiscono come una barriera in più che gli rende l'accesso a l'informazione scritta ancora più difficile. Non è che ne abbia fatto uno studio approfondito, però. Ma, siccome, da giovane, feci il servizio civile in un'organizzazione di non vedenti, sono sensibile a tutto ciò che gli possa fare la vita più difficile (e qui si parla di difficoltà vere e proprie, non di disagio).
Mi sorprende e mi incuriosisce, però, como tu possa trovare più innaturale la "u" rispetto alla schwa. La "u", in fin dei conti, e una lettera che conosci da sempre, non hai dubbi sulla sua pronuncia. La schwa, invece, se non ti dedichi alla linguistica, l'avrai visto nel liceo se hai studiato fonetica (e forse soltanto per un paio di settimane), o forse su qualche dizionario (cartaceo!) di qualche lingua straniera. Voglio dire che, per i parlanti "normali", "non specializzati", la "u" dovrebbe essere molto più famigliare dalla schwa, e questa tua sensazione non me l'aspettavo.
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@giorgiograppa @zeppe @GustavinoBevilacqua @leodurruti @strelnik la "u" non è strana, è strano dire "ciao a tuttu"
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@d10c4n3 @giorgiograppa @zeppe @leodurruti @strelnik
Che basterebbe dire "ciao a chiunque"…
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@lucha esatto, le regole grammaticali, morfologiche e sintattiche seguono la lingua, NON la determinano... l'imposizione linguistica non ha funzionato nemmeno durante il fascismo, che gli Accademici della Crusca se ne facciano una ragione

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@d10c4n3 @zeppe @GustavinoBevilacqua @leodurruti @strelnik
E, invece, dire "ciao a tuttə" sarebbe normale? Rappresentarlo con una lettera che non esiste nell'alfabeto italiano e pronunciarlo con un suono che non fa parte dello italiano standard? "Ciao a tuttu", almeno, non fa violenza né alla fonetica italiana né all'alfabeto: io ci vedo due problemi in meno rispetto a "tuttə".Ah, e confermo che applicazioni come @Voice leggono correttamente queste "u": quindi, tre problemi in meno.
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@giorgiograppa @zeppe @GustavinoBevilacqua @leodurruti @strelnik non mi hai capito. "Ciao a tuttu" è come si dovrebbe leggere "ciao a tuttə". Per questo non mi piace la ə, olte al fatto che è introvabile sulla tastiera, già bestemmio per le "é"
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L'Accademia della Crusca non ha né la funzione né il potere di imporre usi linguistici, questo è un equivoco diffuso. Non esiste per l'italiano un'istituzione del genere. L'accademia si limita a studiare l'evoluzione della lingua, i cambiamenti e l'uso che ne fanno i parlanti, tutto qua.
https://www.vice.com/it/article/vera-gheno-accademia-della-crusca-intervista/
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@d10c4n3 @giorgiograppa @zeppe @leodurruti @strelnik
Io mi sono rimappato la tastiera, così oltre a ә ho anche ß, í, ó, á, ø, È, Ü e varie altre cose ütili.
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@GustavinoBevilacqua @giorgiograppa @zeppe @leodurruti @strelnik sì ma tu sei un mezzo genio
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Sono semplicemente pigro, trovo faticoso aprire ogni volta Wikipedia per copiare un carattere!
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@GustavinoBevilacqua @giorgiograppa @zeppe @leodurruti @strelnik io uso questo, vei che c'è "preferiti"? ma è scomodo. ma come fai a sapere dove hai messo i caratteri personalizzati?
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Questo post è eliminato! -
@thatgiga @giorgiograppa @d10c4n3 @zeppe @leodurruti @strelnik
Vero, in ligure ponentino "u" si usa per "il" (u gumbu = il frantoio, u massacan = il muratore, ecc.).
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@leodurruti @guerrillastickers @d10c4n3 @strelnik @idiran
ma questa è la cazzata che raccontano loro. A parte il nome, a parte la loro storia, chiaramente la Crusca vorrebbe imporre l'uso, semplicemente sanno di non averne le forze (il fascismo è finito) e quindi provano a giocarsi la carta simpatia/soft power.
Nel 2024 scrivevano: "Ricordiamo che il gruppo Incipit si occupa di esaminare e valutare neologismi e forestierismi ‘incipienti’, scelti tra quelli impiegati nel campo della vita civile e sociale, nella fase in cui si affacciano alla lingua italiana, al fine di *proporre* eventuali sostituenti italiani."
Proporre sostituenti non è studiare il cambiamento, ma indirizzarlo.
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@GustavinoBevilacqua @d10c4n3 @zeppe @leodurruti @strelnik
La pigrizia è la madre dell'ingegno. -
A me non sembra proprio che vogliano imporre l'uso, mi pare una fantasia. E sinceramente a proporre non ci vedo nulla di male, «proporre» non è «imporre», siamo liberi di utilizzare le soluzioni proposte come di non utilizzarle.