CHE STA SUCCEDENDO IN FRANCIA?
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CHE STA SUCCEDENDO IN FRANCIA?
di Totò Caggese (via "anarchici e libertari puglia")La protesta è cominciata una settimana fa, quasi in sordina, davanti ad alcuni licei della banlieue parigina.
Professori che mancano e non vengono sostituiti. Classi sovraffollate. Edifici scolastici degradati. Carenza di personale. Orari impossibili. Parcoursup [difficoltà nell'accesso all'università] e un futuro che per molti ragazzi appare sempre più stretto.
Poi la protesta si è allargata.
Ieri risultavano bloccati 356 licei in tutta la Francia. Oggi, 1° ottobre, sono chiamati a mobilitarsi anche gli universitari.1/n
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A Marsiglia, Parigi, Strasburgo, Nantes, Saint-Denis, Vitry, Sevran si susseguono blocchi e manifestazioni. In molti casi pacifiche, in altri con scontri, incendi e danneggiamenti. Ieri sono state fermate 625 persone e sono rimasti feriti 83 poliziotti e gendarmi. Dall'inizio dei blocchi risultano feriti anche 119 studenti e membri del personale scolastico.
Il governo ha convocato una cellula interministeriale di crisi e dispone la didattica a distanza negli istituti nei quali i blocchi impediscono lo svolgimento delle lezioni.
E proprio mentre la protesta cresce arriva il progetto di bilancio 2027: tasse d'iscrizione per BTS e classi preparatorie per gli studenti non borsisti e possibile congelamento degli aiuti per l'alloggio.
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Naturalmente è già cominciata la battaglia su chi starebbe manovrando chi. Il governo e parte della destra accusano La France insoumise di strumentalizzare il movimento; LFI e settori sindacali accusano il governo di repressione.
Ma forse, prima di cercare registi e burattinai, converrebbe ascoltare quello che dicono questi ragazzi.Il movimento non è nato da una grande piattaforma politica nazionale. È partito da problemi molto più semplici: vogliamo professori, personale, scuole decenti e la possibilità di studiare.
Non sappiamo ancora se sarà una delle tante fiammate sociali francesi o se riuscirà a saldarsi con un malcontento più generale.
Ma una cosa è certa.
In Francia si stanno muovendo i ragazzi.
E quando cominciano a muoversi i ragazzi, conviene guardare con molta attenzione.3/3
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G gustavinobevilacqua@mastodon.cisti.org shared this topic
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FRANCIA. MA QUALCUNO STA ASCOLTANDO I RAGAZZI?
Ieri ci chiedevamo che cosa stesse succedendo in Francia.
Oggi abbiamo qualche elemento in più.
La protesta partita dai licei non si è fermata. Ieri sono state registrate circa 900 azioni davanti alle scuole, ormai in tutti i dipartimenti francesi, e gli universitari hanno cominciato a unirsi alla mobilitazione.
Oggi oltre 400 istituti rimangono chiusi.
Intanto cresce la violenza. Incendi, danneggiamenti, scontri. Secondo i dati forniti dal governo, dall'inizio della mobilitazione circa 2.000 persone sono state fermate, in grandissima parte minorenni; centinaia di appartenenti alle forze dell'ordine sono rimasti feriti, così come decine di lavoratori della scuola.
E inevitabilmente cambia anche il racconto.1/n
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Non si parla quasi più di edifici scolastici degradati, professori che non vengono sostituiti, carenza di personale, orari insostenibili, pressione di Parcoursup.
Si parla di ordine pubblico, di casseurs, di repressione. Il governo accusa La France insoumise e settori dell'ultrasinistra di essere dietro la protesta. LFI risponde indicando nei tagli all'istruzione dei governi degli ultimi anni la causa della mobilitazione.
Eppure una frase pronunciata questa mattina dal ministro dell'Istruzione Édouard Geffray merita di essere presa sul serio:
«Mostriamo molto i danneggiamenti, ma non sono sicuro che ascoltiamo molto i liceali.»
Forse è proprio questo il punto.2/n
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Un movimento senza una piattaforma nazionale unica, con rivendicazioni diverse da scuola a scuola, può essere più difficile da capire. Ma non significa che non abbia ragioni.
E una di quelle ragioni sembra molto semplice:
una generazione sta dicendo che le condizioni nelle quali studia e immagina il proprio futuro non le stanno più bene.
Certo, incendiare una scuola non serve a migliorarla. E la violenza rischia di regalare al potere il terreno sul quale è più forte: quello dell'ordine pubblico.
Ma se guardiamo soltanto le fiamme, rischiamo di non vedere ciò che le precede.3/n
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Un piccolo risultato, intanto, è già arrivato: il governo ha annunciato il ritiro della proposta, presentata appena ieri, di introdurre tasse d'iscrizione per BTS e classi preparatorie per gli studenti non borsisti.
Forse, dunque, quei ragazzi qualcosa stanno riuscendo a farlo sentire.
L'ultima notizia sul ritiro delle tasse d'iscrizione è particolarmente significativa perché è arrivata nel giro di poche ore dall'annuncio della misura.4/4