Ho due sogni ricorrenti e tutti e due sono legati a quando lavoravo.
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Ho due sogni ricorrenti e tutti e due sono legati a quando lavoravo.
Uno è quello della stazione a più livelli: questa stazione ferroviaria complicatissima con sottopassaggi e gallerie che si incrociano in modo misterioso (è una cosa a metà tra Il Castello di Kafka e la stazione di Bologna) esce fuori di solito come punto di passaggio mentre sto sognando altro. Una volta aveva un binario che puntava verso l'alto tipo montagne russe ed emergeva in superficie...vabbeh...
L'altro sogno è quello dell'ospedale infinito: questo è in reltà il sotterraneo di un ospedale, quello spazio misterioso riservato alle cose di servizio che fanno funzionare tutta la macchina organizzativa. Nel sogno è uno spazio immenso e cavernoso che si perde nel buio e nella nebbia. Ci sono degli enormi pilastri: colonne dipinte di rosso con delle aperture che portano a scale che salgono a spirale verso i vari reparti dell'ospedale e ci sono ponti di ferro e passerelle sospese che collegano le colonne.
E io giro, apparentemente a vuoto, in mezzo a questo spazio infinito che si ripete sempre uguale senza che a forza di girare da un posto all'altro si arrivi mai da nessuna parte... -
Pure io ho fatto sogni ipogei per un po'… poi sono diminuiti.
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@GustavinoBevilacqua
Qui più che il fatto che siano ipogei credo conti l'atmosfera: credo che il mio inconscio abbia registrato gli anni durante i quali ho lavorato per quella particolare azienda come qualcosa di simile ad un racconto di Kafka. -
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@ju Guarda che quella stazione esiste veramente. La stazione di Bibliothèque François-Mitterrand a Parigi è fatta proprio cosí. Per semplificare le cose, le scale mobili saltano dei piani, ma (1) non si vede dall'altra estremità dove arrivano e (2) non è indicato da nessuna parte, anche se quando arrivi talvolta ti dicono dove sei arrivatə. Una volta ci ho messo 20 minuti a trovare l'uscita: potevo vederla, ma arrivarci è tutto un altro discorso.
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@ju ma sei scesa nei sotterranei di Borgo Trento, no?
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@ju la mia esperienza anedottica è che i sogni tendenzialmente stressanti e/o indotti dallo stress che coinvolgono stazioni e mezzi di trasporto in generale siano una cosa abbastanza diffusa, anche se ovviamente ciascuno gli da la propria forma personalizzata. -
@Uilebheist @ju oddio. questa è come guardare i video sugli ascensori orizzontali.
la realtà non deve permettersi di riprodurre le tipiche caratteristiche che mi permettono di riconoscere che sto facendo un sogno non gradevole e uscirne!!1!ONE!!1!!1!!
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@matz sì!
in realtà li ho frequentati parecchio perchè la cosiddetta "aula di informatica" (sia "aula" che "di informatica" sono un po' un'esagerazione come termini) era una stanza nei sotterranei subito sotto a pneumologia. -
@ju ah, ecco - son passaggi terrificanti, ci ho fatto vari giri, da un momento all'altro mi aspettavo di veder sbucare Alien da un anfratto.
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@Uilebheist @ju mancherebbe in effetti
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@matz
c'era un vecchietto con un triciclo però: pedalava per i sotterranei portando in giro documenti vari tra i reparti
comunque non ero tenutə ad esplorarli,
ma naturalmente li ho esplorati, tutti, dall'ingresso fino al Geriatrico (si sbucava in Neurologia...il che...ehm...).
@Uilebheist -
@ju @Uilebheist @matz quando ero ggiovane (scuole medie) i sotterranei dell'ospedale erano un po' una sfida di coraggio nel gruppo dei ragazzi del quartiere
(ma anche una strada comoda per arrivare a messa, per cui vabbé, dopo un po' si era abbastanza assuefatti.)
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@valhalla
(L'ospedale di Como mi manca, però eh...già...ho lavorato anche a Como! A Villa Aprica, la cosa più bella era la vista sul lago...l'unica cosa bella di quel posto, in effetti.)
@Uilebheist @matz -
@ju @Uilebheist @matz (per la verità Varese, al sant'Anna non so se sono mai andata (magari per qualche vaccinazione?))
di Villa Aprica ho sentito parlare. Non molto bene, onestamente
(non che io abbia sentito parlare bene del sant'Anna. dal punto di vista ospedaliero mi risulta che Varese sia decisamente messa meglio)
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@valhalla
ah ecco, pensavo Como.
Villa Aprica...come dicevo la cosa bella era il panorama, ecco.
A Varese stranamente non ho lavorato, però credo che l'azienda avesse le mani in pasta anche lì in qualche maniera.
Seguivo una quindicina di ospedali tra Lombardia e Veneto e potrei parlar male di tutti a dire il vero.
Soprattutto vorrei parlare malissimo dell'azienda per cui lavoravo (ma non posso).
@Uilebheist @matz -
@ju @Uilebheist @matz se non mi sbaglio, quando ero ggiovane erano separati (ma non erano neanche aziende), adesso di sicuro sono tutti sotto l'asst sette laghi, e credo che nel mezzo per un periodo siano state aziende separate, ma non son sicura, e non ho idea delle date in cui sono avvenuti i passaggi.
io sono stata ricoverata al ponte (stessa azienda) e per le cose importanti dal lato paziente ho solo opinioni positive. però un giorno non avevano i bicchierini per il té del pomeriggio, e l'ecografo portatile¹ ogni tanto si spegneva perché la spina usciva dalla presa, che non è modo di far lavorare la gente.
per cui non mi stupisce per *niente* che avendoci lavorato tu abbia un sacco di cose negative da dire
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@valhalla
Ho lavorato sulla parte informatica, nella gestione delle prenotazioni e nella parte di rendicontazione mensile delle spese.
Volendo riassumere potrei dire che le carenze logistiche/organizzative erano enormi, spesso compensate solo dall'impegno straordinario del personale infermieristico, occasionalmente anche di quello amministrativo.
La cosa veramente pessima era la gestione della sicurezza/protezione dei dati.
Da quel punto di vista l'ospedale migliore in cui ho lavorato è stato quello di Seriate, dove tra l'altro ho trovato persone informaticamente molto competenti (che non è scontato, cioè...trovare un CED dove le persone che lavorano sono effettivamente competenti e non solo amministrativi prestati all'informatica, non è scontato).
Poi vabbeh, ho dato le dimissioni nel 2013 quindi probabilmente è cambiato tutto nel frattempo.
@Uilebheist @matz -
dimenticavo
¹ no, nel senso. quando sono nata in tutto l'ospedale dove è andata mia madre c'era *un* macchinario per l'ecografia, ed era guasto. adesso ne hanno un tot negli studi, credo almeno uno portatile per piano, più quelli dedicati giù in diagnostica per immagini ecc. ecc.
viviamo nel futuro!
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@ju @Uilebheist @matz carenze enormi compensate dall'impegno enorme del personale è esattamente l'impressione che ho avuto anche io.
immagino che il cambiamento più plausibile sia che il personale CED competente di Seriate se ne sia andato a lavorare altrove :(