Da frequentatore di paleomusica ho scoperto solo adesso che c’è in giro una tizia che canta “che fastidio” lamentandosi del mondo che la assilla mentre lei vorrebbe vivere serena e in pace col mondo.
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Da frequentatore di paleomusica ho scoperto solo adesso che c’è in giro una tizia che canta “che fastidio” lamentandosi del mondo che la assilla mentre lei vorrebbe vivere serena e in pace col mondo. Peccato che questo fastidio me lo venga a esprimere senza che io glielo abbia chiesto, con annunci a pagamento su Spotify, che interrompono il mio ascolto, fresando i miei zebedei con la litania in cui la signora lamenta il suo fastidio noncurante del mio.
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D dunpiteog@devianze.city shared this topic on
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@Dunpiteog anche l’ascolto di musica dev’essere consensuale tra chi suona e chi ascolta, altrimenti non dico che sia uno stupro auricolare, ma si puó parlare di molestia musicale. Se paghi una piattaforma che finanzia l’economia di guerra e irrompi a gamba tesa in una playlist di Classic rock con roba che mi fa sanguinare le orecchie la tua nobile e legittima critica sociale acquista tutta un’altra valenza.
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@gubi @Dunpiteog mi sembra un'altra ottima ragione per abbandonare Spotify

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