[blog] Quando mi capita di ascoltare o di leggere frasi come «allora ci sentiamo settimana prossima» o «settimana prossima esce un film imperdibile» mi piglia un'uggia nervosa sottopelle che quasi ogni volta mi fa venire in mente l'immagine della mia m...
-
[blog] Quando mi capita di ascoltare o di leggere frasi come «allora ci sentiamo settimana prossima» o «settimana prossima esce un film imperdibile» mi piglia un'uggia nervosa sottopelle che quasi ogni volta mi fa venire in mente l'immagine della mia maestra delle elementari.
-
@strelnik a me fa salire gli occhi al cielo e il sangue al cervello. La soppressione degli articoli – che ormai non riguarda più solo quel caso, purtroppo – rende la lingua inascoltabile, sembra di sentir parlare dei telegrafi.
-
G gustavinobevilacqua@mastodon.cisti.org shared this topic on
-
@leodurruti non ci avevo pensato, hai trovato il paragone più calzante: sembra uno scimmiottamento dei telegrammi.Ci mancano solo gli stop tra una frase e l'altra, dioboia.
-
@leodurruti @GustavinoBevilacqua @strelnik
Inascoltabile? Certo. E gli anglicismi la rendono incomprensibile. E la schwa e l'asterisco la rendono illegibile. Tutti e tre, fenomeni di moda che fanno sentire superiori a qui gli usa e che rompono i coglioni a chi non.(Non ricordo se voi gli usati, non la prendiate come una critica personale, prego. Non è altro che una amplificazione alla riflessione sociolinguistica iniziale.)
-
@strelnik @leodurruti
Sbaglio o è un "stile" abituale nei titolari delle notizie? Con l'aggiunto della assoluta sparizione della punteggiatura (già abbastanza in pericolo di estinzione nell'italiano "normale") che gli rende spesso indecifrabili. -
Non hai idea di quanto il Fediverso mi abbia modificato il vocabolario, per riuscire a usare forme lessicali che siano il più possibile inclusive.
Uso schwa e anglicismi (ma non solo, anche prestiti da altre lingue se serve) per stare in 500 caratteri, anche perché il tempo che risparmio io a non condensare lo sprecherebbero migliaia (???) di altre persone a leggere polpettoni di testo per estrapolare il concetto.
-
@leodurruti @strelnik La prima volta che la sentì fu a Milano nel 2014. Un paio d'anni dopo, sempre tornando da Milano su un Frecciarossa sentì una ragazza toscana usarla e pensai: "è tutto finito"....
-
Ci tengo a specificare che non sono un purista della lingua perché credo che ogni lingua recepisca termini e espressioni da altre per influenze culturali.
Anche per questo non mischierei le due cose: un conto sono i calchi e gli anglicismi, un altro sono la schwa e l'asterisco. -
sono toscano di origine anch'io e non l'avevo mai sentito dire fino a pochi anni fa. Non ho nessuna prova evidente, ma credo anch'io che l'espressione sia nata nelle regioni dell'Italia del nord, forse in ambienti lavorativi di colletti bianchi (ma è solo un'ipotesi)
-
@GustavinoBevilacqua @giorgiograppa @leodurruti @strelnik pensavo di essere l'unico prescrittivista rimasto (o quasi)!
(Nel parlato, la schaw, proprio non ce la faccio. Nello scritto, se serve, preferisco l'asterisco.)
-
@d10c4n3 @giorgiograppa @leodurruti @strelnik
In molte lingue locali usate in Italia la schwa, come "vocale sorda" (credo non sono un linguista), si usa comunemente nel parlato, ma mai nessuna persona ha pensato di codificarla nella scrittura.
-
@strelnik @leodurruti È assolutamente plausibile. Ho lavorato in quegli ambienti e il tasso di inglesismi così "tanto per" è elevatissimo. Il problema è che poi certi gergalismi entrano nel parlato di tutti, anche quelli fuori dal settore.
Poi, ecco, io non sono innocente. Gli anglismi li ho usati pure io, altrimenti certa gente non capiva proprio (che tristezza!). Il problema è che me ne rendo conto e cerco di evitarli per quanto possibile. Altri, ci sguazzano in questo liquame.
-
@d10c4n3 @giorgiograppa @leodurruti @strelnik
E questo ha portato a una jihad tra le varie "scuole" linguistiche occitane:
La "O" finale usata da Mistral, per esempio in "Mirèio", non è la O di oca… ma non è neppure la A di "Mirèlha": è una via di mezzo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_occitana#Norme_grafiche
-
@GustavinoBevilacqua @giorgiograppa @leodurruti @strelnik a proposito, ho scritto "la" schwa ma forse è "lo" schwa. Niente in contrario alla trasposizione grafica. È la trasposizione secondo la quale dovrei dire: "ciao a tuttu" che non mi convince. Poi sullo scritto anche l'asterisco ha i suoi limiti, visto che si usa per rimandare a delle note, per esempio.
-
@GustavinoBevilacqua @giorgiograppa @leodurruti @strelnik "Non hai idea di quanto il Fediverso mi abbia modificato il vocabolario, per riuscire a usare forme lessicali che siano il più possibile inclusive"- pure io mi sforzo di usare parole femminili che indicano tutti i generi, come "persona".
Nota per @giorgrappa@mastodon.la - i prescrittivisti dall'alto delle regole bacchettano gli anglicismi e tutto ciò che è errore. Per quanto riguarda il linguaggio inclusivo è diverso, perché la "superiorità" della schwa non sarebbe linguistica, ma politica e morale. Sul linguaggio inclusivo, io sono d'accordo, è solo che non mi piace tanto la schwa come soluzione per praticarlo. -
più di venti anni fa a Milano, nella sede di un possibile investitore per un progetto a cui stavo lavorando, la persona con stavo parlando (in italiano) infarciva le frasi in continuazione di "facilities", "assets", "effort", "benefits" tanto che con il mio socio di allora, finita la riunione, rimanemmo tra lo stordito e il divertito da quella neolingua da marketing manager.
Da una parte potevo comprendere quel manager, abituato com'era a relazionarsi con società, persone e documenti zeppi di termini tecnici. Però non usava calchi, erano parole inglesi, usate anche per impressionarci. Credo che quel tipo di posa e di uso delle lingua nella società (e nell'economia) abbia vinto e per questo anch'io mi sforzo di non usarla, cercando nello stesso tempo di non diventare un fondamentalista o un autarchico.
@leodurruti -
Se leviamo gli anglismi poi a Milano diventano tutti disoccupati

-
@guerrillastickers
come dicevo rispondendo a @idiran Milano una ventina di anni fa mi fece capire che quell'uso reiterato di anglismi faceva parte della neolingua dei ricchi o di chi voleva far intendere di avere soldi e potere
@leodurruti -
questa la so: Ansa e altre agenzie di stampa hanno un limite basso per la lunghezza dei titoli, credo 64 caratteri, per retrocompatibilità con telescriventi o altri antichi sistemi di trasmissione che mi stupirei di scoprire esistano ancora. giornaliste e giornalisti cialtrone soprattutto nelle testate online copia incollano i titoli senza nemmeno sbattersi a rimettere gli articoli pur avendo più caratteri a disposizione e così escono sti orrori. oppure, avendo più caratteri, vogliono mettere troppe cose nel titolo ma non hanno capacità di sintesi, quindi via articoli e preposizioni che si fa prima, tanto si capisce. Il peggio è che da un po' questo copiaincolla senza articoli e proposizioni avviene anche nei "titoli" letti a voce in apertura di tg e giornali radio
-
e allora torna il ragionamento di @leodurruti quando dice che «sembra di sentir parlare dei telegrafi»
dice@giorgiograppa@mastodon.la