[blog] Quando mi capita di ascoltare o di leggere frasi come «allora ci sentiamo settimana prossima» o «settimana prossima esce un film imperdibile» mi piglia un'uggia nervosa sottopelle che quasi ogni volta mi fa venire in mente l'immagine della mia m...
-
scusate se faccio la bastian contraria; a volte per efficienza scrivo in modo telegrafico (lo dico semrpe) e la trovo un'ottima strategia. dipende dal contesto e dall'obiettivo.
dall'altro estremo del continuum c'è la cultura "notarile",per capirsi, dello scrivere romanzi per nascondere meglio le informazioni e far perdere tempo a tutt*. quando lavoravo al caf vidi un contratto di mutuo di una banca svizzera e mi commossi da quanto era chiaro sintetico e non fraintendibile.oppure del messaggio vocale "eeehhh alloraaa sentiiii dunqueee io devo andare a fare dei giri eeee eee posso essere in ufficio per le tre, le quattro..le tre e mezzo via... le treeeeehhh mmhhh le tre e mezzo" mentre io che scrivo "15:30 ufficio" faccio un favore a tutti"
se invece scrivo un messaggio personale è diverso
-
@strelnik @guerrillastickers @idiran @leodurruti pensavo anche io. L'Accademia della Crusca, invece, dice: Nella diffusione di questa tendenza linguistica si avverte il peso di due fattori:
1) l'influenza delle espressioni di tipo avverbiale formate con i nomi dei giorni della settimana senza articolo ("Ci vediamo venerdì prossimo", "Ci siamo visti lunedì scorso", "Giovedì scorso ho visto un bel film"), sulla base dei puri avverbi domani, oggi, ieri, ecc.
2) l'analogia con espressioni inglesi come next week, next month, last year, ecc.È opportuno ricordare, inoltre, che in alcuni dialetti mediani (Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo) e soprattutto in Toscana è attestata la forma anno, derivata dall'ablativo assoluto latino, usata senza articolo e senza aggettivo col preciso significato di 'l'anno passato' (es. "anno l'incontrai a Milano", cfr. G. Rohlfs, Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti, Torino, Einaudi, 1966-1969, vol. III, p. 268): l'esempio testimonia storicamente l'attuazione di un meccanismo simile a quello che si sta affermando con l'uso del sintagma settimana prossima con omissione dell'articolo.
-
@zeppe @strelnik @leodurruti
Mai sentito. Possibile, però. Ma mi sembra strano, perché non l'ho mai visto in altre lingue romanze con strutture praticamente identiche (catalano, castigliano, francese). Forse la stampa cartacea italiana è più arretrata? Nemmeno questo mi sembra probabile. -
@GustavinoBevilacqua @d10c4n3 @leodurruti @strelnik
Vocale "neutra" sarebbe il termine in catalano, non conosco la traduzione all'italiano.Sospettavo che esistesse in altre lingue italiane perché non è una vocale troppo strana.
Quanto alla codificazione scritte di tutte le vocale, molte lingue ne hanno più di cinque (l'italiano standard, sette) ma le lingue romanze hanno preferito non creare nuove lettere per rappresentarle (non che io sappia). I cambiamenti nell'alfabeto e nell'ortografia sono molto "pericolosi" perché, al solito, aumentano la difficoltà di accedere a testi anteriori al cambiamento. E, al solito, qualsiasi cambio sul codice scritto genera il rifiuto dei parlanti (negli anni novanta, diverse lingue – castigliano, catalano, francese, tedesco – hanno fatto cambiamenti ortografici di diversa portata che generarono un polverone e che molti parlanti, anche giovani, si rifiutano ancora ad aplicare).
-
@d10c4n3 @GustavinoBevilacqua @leodurruti @strelnik
Scusa, ma la superiorità morale mi fa pensare sempre all'infallibilità del Papa interpretata dalla sinistra caviale.E, prima di credersi superiore per pensare a un collettivo minoritario: vi siete fermati a pensare come interferiscono la schwa, l'asterisco e la chiocciola (questa va di moda in castigliano) sulla lettura per i non vedenti e per gli ipovedenti?
-
non parlavo del giornalismo cartaceo ma di quello online e radiotelevisivo.
in generale però sono convinto che il giornalismo italiano abbia standard più bassi di quello francese e castigliano oltre che anglosassone (quello catalano non lo conosco), o meglio: spesso all'estero si distingue un giornalismo "alto" da uno più scandalistico e meno accurato (su carta, i "tabloid") mentre in italia questa distinzione non c'è e certe malepratiche del giornalismo tabloid qui sono proprie anche delle testate teoricamente più autorevoli, cosa imho evidente soprattutto nella cronaca nera
-
@zeppe @strelnik @leodurruti
Forse il teletexto (cosi' si chiama da noi il giornale scritto della TV) ha avuto più popolarità in Italia e le sue limitazione si sono trasferite a altre piattaforme; ma, invece, online non ci sarebbe limitazione, potrebbe aver annullato quella tendenza.Questa caratteristica del giornalismo italiano la ho scoperta nei primi anni di studio della lingua. L'ho trovata molto triste.
-
@zeppe
rispetto alla cronaca nera, vorrei dire una csosa: le violenze efferate sono sempre state usate come spettacolo scandalistico ma è sempre più evidente e diffuso; la gente si ascolta i podcast sugli omicidi per rilassarsi. Pensa, essere brutalmente uccisa a coltellate da uno sconosciuto per diventare la storiella "rilassante" di una persona che magari ci scherza anche su o lo prende come un gioco. vengono prodotte sempre più serie tv o "documentari" che vanno a soddisfare la curiosità morbosa, a spettacolarizzare, a fare leva sulla pornografia del dolore. non so se ora sia più diffuso ma semplicemente più evidente (almeno per me); non so come prenderla questa cosa. sicuramente porta engagement anche alle testate "autorevoli"; per questo evito open, che su questo è tremendo...
1/2 -
2/2
poi, non so se rispetto ai podcast ci siano persone che raccontano in modo più o meno rispettoso, non voglio stare a sindacare sui singoli ,che non conosco. però la tendenza generale veramente mi mette in difficoltà -
@giorgiograppa @GustavinoBevilacqua @leodurruti @strelnik Come ho scritto da qualche altra parte la mia opzione preferita è usare parole femminili per indicare tutti i generi, come "persona", adoperando l'italiano standard. In più questa soluzione ha il vantaggio di essere inclusiva senza farsi notare.
-
@d10c4n3 @GustavinoBevilacqua @leodurruti @strelnik
La grammatica dietro al concetto di "genere inclusivo" non è tanto semplice da spiegarsi in un paio di righe. Io, almeno, avrei bisogno di più dei 5.000 caratteri che mi concede mastodon.la soltanto per una esposizione divulgativa. Forse lo farò, ma in un altro momento in un altro mezzo. -
imho in Italia la domanda di cronaca nera è sempre stata molto alta, basti ricordare quanta attenzione ci fosse 30 anni fa per casi come "il mostro di Firenze", "il mostro di Foligno" o qualche anno dopo per Erika e Omar... Anche Chi l'ha visto, che esisteva da 15 anni, diventò cult quando con la condizione Sciarelli divenne una trasmissione di cronaca in senso ampio e non più solo sulle persone scomparse.
in quest'epoca di moltiplicazione dei canali di comunicazione è aumentata di molto pure l'offerta portando certamente anche alla pornografia del dolore di cui parli;
1/
-
di contro è aumentata molto anche l'attenzione mediatica ai femminicidi, che fino a non molti anni fa non uscivano quasi mai dalle cronache locali - qui sicuramente c'è molto merito delle mobilitazioni femministe nell'avere imposto il tema nella sfera pubblica, ma non sarebbe stata possibile senza redazioni giornalistiche così attrezzate per la cronaca come lo sono oggi, io credo
2/fine
-
@zeppe @bbacc @strelnik @leodurruti
Molto interessante la riflessione sul ruolo della cronaca nera sulla diffusione dei femminicidi, non ci avevo mai pensato. -
lo schwa in italiano è già interpretato correttamente da più o meno tutti i sistemi di traduzione online; non ho il polso del progresso dei sistemi di sintesi vocale ma tecnologicamente, rispetto anche solo a pochi anni fa, credo proprio non ci siano veri ostacoli, tanto più che lo schwa *ha* una sua pronuncia standard codificata ed è una vocale come le altre desinenze italiane, a differenza di asterischi, chiocciole, x ecc. la "u" mi sembra più innaturale e faticosa nel parlato.
anche io btw sono un grande fan di persona/persone per essere inclusivo senza farmi notare
-
@giorgiograppa @zeppe @bbacc @strelnik @leodurruti
La banalizzazione del male.
-
@GustavinoBevilacqua @d10c4n3 @giorgiograppa @leodurruti @strelnik
ə guagliunə so' piezz' 'e core.
-
probabilmente in Campania è la vocale più usata di tutte ma non ci si pensa perché è resa nello scritto non con ə ma con un apostrofo.
-
@d10c4n3 @strelnik @guerrillastickers @idiran @leodurruti l'Accademia della Crusca è una istituzione pseudo-fascista non ce l'ho scordiamo! Non sono linguisti ma filologi che difendono la purezza della lingua contro l'uso fatto dai suoi parlanti.
-
@zeppe @d10c4n3 @GustavinoBevilacqua @leodurruti @strelnik
Ho fatto una prova con l'app @Voice di Google. A quanto so, è abbastanza popolare fra i non vedenti su Android. Non pronuncia la schwa: tronca le parole sulla penultima lettera. Ho ascoltato a occhi chiusi un testo con non troppe schwa e il risultato è, quanto meno, strano (mi sembrava di non ascoltare italiano, ma una indeterminata lingua romanze); cioè, dovevo fare uno sforzo aggiuntivo per immaginare cosa volevano dire quelle parte del testo (non troppo diverso dallo sforzo per leggere un manoscritto con una pessima calligrafia). Hai detto che la "u" ti sembra innaturale: è una delle sensazioni che ho sperimentato, innaturalità.Quel troncamento, per i non vedenti che mi hanno parlato su questo argomento, risulta molto ingombrante e fastidioso: lo percepiscono come una barriera in più che gli rende l'accesso a l'informazione scritta ancora più difficile. Non è che ne abbia fatto uno studio approfondito, però. Ma, siccome, da giovane, feci il servizio civile in un'organizzazione di non vedenti, sono sensibile a tutto ciò che gli possa fare la vita più difficile (e qui si parla di difficoltà vere e proprie, non di disagio).
Mi sorprende e mi incuriosisce, però, como tu possa trovare più innaturale la "u" rispetto alla schwa. La "u", in fin dei conti, e una lettera che conosci da sempre, non hai dubbi sulla sua pronuncia. La schwa, invece, se non ti dedichi alla linguistica, l'avrai visto nel liceo se hai studiato fonetica (e forse soltanto per un paio di settimane), o forse su qualche dizionario (cartaceo!) di qualche lingua straniera. Voglio dire che, per i parlanti "normali", "non specializzati", la "u" dovrebbe essere molto più famigliare dalla schwa, e questa tua sensazione non me l'aspettavo.